Calcio

Nella dodicesima di campionato cade ancora la Top Player Minervino

Antonio Gallucci
Top Player Minervino
Pur giocando una buonissima partita, la Top Player Minervino è comunque costretta ad inchinarsi al "caterpillar" Canusium di mister Mimmo Lomonte
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Se nel calcio ci fosse una regola non scritta, questa avrebbe recitato che il risultato materializzatosi nell’odierna contesa, che vedeva antagoniste la Top Player Minervino e l’ASD Canusium, sarebbe stato quantomeno bugiardo. Purtroppo, bisogna prendere atto della scritta, cioè, quella inconfutabile e incontrovertibile del campo che sancisce vincitrice la squadra che segna un goal più degli avversari; tutte le altre chiacchiere valgono quanto il due di coppe quando la briscola è di denari; men che zero!

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Di conseguenza, le sterili recriminazioni trovano il tempo che trovano dal momento che i “se” e i “ma”, non portano da nessuna parte. Però, prima di analizzare la gara, è adeguato considerare di come e quanto sia stata sentita e vissuta dagli appassionati; veri o presunti tali. In tempi andati, poi non così lontani, il confronto con il Canosa rivestiva, immancabilmente, i principi di una vera stracittadina ed i viciniori ofantini ritenuti, senza soluzione di continuità, acerrimi nemici (sportivi, beninteso). Sugli spalti era tutto un festante sventolio di bandiere, colorate coreografie, cori e canti che andavano di pari passo con il tempo scandito dell’incessante e inarrestabile tambureggiare dei percussionisti.

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All’epoca, in special modo per la ritenuta caratteristica occasione, i supporters erano impegnati, ingegnandosi, in una gara nella gara, nell’intento di primeggiare anche sugli spalti.

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Per la circostanza, fu persino concepito un inno che, quale gioiosa colonna sonora, veniva cantato da tutti, a squarciagola, con il cuore in tumulto e trepidante per l’emozione.

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Oggi, tutto questo (ahimè) era limitato, desolatamente, a qualche rimbrotto verso il direttore di gara, per qualche ammonizione non comminata o per taluni valutazioni ritenute invertite.  

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Al netto di quelle che sono le limitazioni, imposte dalla legge, per quanto attiene alla partecipazione degli spettatori all’evento, è giusto convenire che anche sul rettangolo di gioco la sfida è stata affrontata, dai ventidue, non con l’opportuno, sacro furore agonistico, ma con tiepida presenza.

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Ad essere sinceri, se si guarda alla corsa sicura ed energica che fa della compagine canosina una vera corazzata, nonchè la indiscussa mattatrice e leader del torneo (nelle 12 gare disputate hanno conseguito 11 vittorie ed una sola sconfitta), a livello di complessiva valenza, era lecito attendersi molto di più ma, soprattutto per la buona prova dell’undici minervinese, questo strapotere il campo non l’ha dato a vedere, tanto che la sfida è risultata combattuta ad armi pari.

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Anzi, per quanto prodotto nell’intero arco, ai punti, la vittoria l’avrebbero meritata gli uomini di mister Corcelli.  L’undici di Mimmo Lomonte (sempre benvoluta conoscenza degli sportivi minervinesi) ha fatto di necessità virtù, optando per una condotta di gara speculare e cinica, lasciando il pallino del gioco nelle mani dell’avversario onde poi (da esperti) approfittare di una eventuale loro sbavatura per “castigarlo”.

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Così è nata la prima segnatura. Palla in fallo laterale, i minervinesi ingenuamente impegnati a chiedere all’indeciso direttore a chi spettasse la rimessa, gli avversari a sbraitare e, nel parapiglia, lesti a decidere al posto dell’arbitro; rimettendo lestamente, non davano il tempo ai Top di riposizionarsi trovando, così, tempo e spazio per realizzare, con “l’eterno” Giuseppe Cesareo, la rete del vantaggio, dopo che il bravissimo Leo Amoruso (estremo minervinese) aveva in un primo momento messo, da par suo,  una “pezza”.

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Il tempo di metabolizzare la “mazzata” ed i minervinesi assumevano un atteggiamento ulteriormente propositivo. Almeno quattro le nitide occasioni costruite ma, all’atto della concretizzazione, gli avanti  mostravano di avere le polveri bagnate. Come d’uopo in questi casi, dietro l’angolo si celava la beffa. In un capovolgimento di fronte, gli ospiti “trovavano” un rigore che, trasformato, vedeva inesorabilmente l’inizio dello scorrere dei titoli di coda che precludeva la fine delle ostilità.

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La presente sconfitta, si spera non lasci strascichi nel Minervino ma sia invece sprone, complice la sosta per le festività natalizie, per ritemprare le forze, visto che la graduatoria sta assumendo lineamenti, se non critici, sicuramente da attenzionare.   

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martedì 21 Dicembre 2021

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