Plusdotazione, docenti della Bat a scuola per riconoscere e valorizzare l’alto potenziale cognitivo

Valorizzare la plusdotazione significa, in definitiva, guardare oltre i risultati scolastici e comprendere le caratteristiche di ogni studente. Una sfida didattica che richiede osservazione, formazione e flessibilità, per fare in modo che le potenzialità individuali possano tradursi in occasioni concrete di crescita
Riconoscere le capacità degli studenti non significa soltanto accorgersi di chi ottiene risultati eccellenti. Talvolta, dietro una domanda inaspettata, una spiccata curiosità o un modo originale di affrontare un problema, si nasconde un potenziale che ha bisogno di essere compreso e accompagnato. È da questa consapevolezza che nasce l’importanza di formare gli insegnanti, affinché possano individuare gli alunni plusdotati e costruire per loro percorsi didattici adeguati.
Di questo si è discusso ieri all’Istituto “Colasanto” di Andria, durante un incontro rivolto a referenti e docenti di tutta la Bat. Dopo i saluti introduttivi della dirigente scolastica Nunzia Porzio, l’attenzione si è concentrata sulle strategie educative da adottare per rispondere alle esigenze degli studenti con alto potenziale cognitivo. A guidare l’approfondimento è stata Maria Manzi, docente specializzata e referente per la Puglia della rete TalentInclusivi, supportata dalla collega Vania Bovino.
«Ieri all’IIss Colasanto – ha commentato la dirigente Porzio – si è parlato di uno strumento semplice e di facile applicazione e soprattutto standardizzato nel panorama italiano per poter identificare studenti con plusdotazione e talento di età compresa tra i 5 e i 18 anni. Le scale Gates II (Gifted and Talented Evaluation Scales, Second Edition), nell’adattamento italiano a cura dell’Istituto di Ortofonologia di Roma, sono una checklist comportamentale che può essere compilata da insegnanti o da altre figure che conoscono bene lo studente e permette, inoltre, di documentare i progressi compiuti dallo studente nel corso della sua attività didattica quotidiana.
È questo il primo di una serie di iniziative che il Colasanto come scuola polo della Rete Nazionale TALENTINCLUSIVI intende mettere in atto per accendere i riflettori sulla complessità degli studenti che abbiamo nelle nostre classi dove si deve sempre tenere conto della multidimensionalità delle loro intelligenze.
Solo con l’individuazione e l’intervento precoce possiamo rispondere a necessità reali facendoli vivere il più serenamente possibile in modo da esprimere il loro reale potenziale per star bene a scuola con i compagni.
Questa è una sfida da accogliere in tutti gli ordini di scuola per non perdere nessun alunno per strada, perché il bambino che alla scuola dell’infanzia e primaria si annoia e cerca altri stimoli, alla scuola secondaria di primo e di secondo grado si disperde.
Lavorare con docenti di tutti gli ordini di scuola ci ha permesso un confronto reale sulle dinamiche che emergono ogni giorno nelle nostre classi per trovare soluzioni condivise».
Il tema interessa da vicino anche il territorio provinciale. Le segnalazioni e i riconoscimenti sono destinati ad aumentare rispetto alle stime tradizionali, anche grazie a una maggiore conoscenza del fenomeno e a strumenti di osservazione più appropriati: durante l’incontro si è accennato al dato per cui si pensa ad almeno due studenti per classe se all’alto potenziale cognitivo si affianca un’altra eccezionalità.
Preparare gli insegnanti diventa quindi essenziale per evitare che le caratteristiche di questi ragazzi passino inosservate o vengano interpretate erroneamente. La noia, la difficoltà a mantenere l’attenzione su attività ripetitive o alcuni comportamenti fuori dagli schemi, infatti, non raccontano sempre una mancanza di interesse: possono nascondere bisogni educativi differenti.
Il contributo di Maria Manzi con Vania Bovino ha avuto come tema «Dall’osservazione alla progettazione: le scale GATES II per la scuola». L’incontro ha approfondito le possibilità offerte da questo strumento, pubblicato da Giunti Psychometrics nell’edizione italiana curata da L. Sartori e M. Cinque, per raccogliere osservazioni strutturate sugli studenti con particolari attitudini e potenzialità.
Compilate dai docenti dei diversi ordini scolastici, le scale consentono di esaminare più aspetti del profilo individuale: dalle competenze cognitive e scolastiche alla creatività, dal pensiero divergente alla sensibilità artistica e alle capacità di leadership.
La raccolta di informazioni sistematiche aiuta gli insegnanti a superare valutazioni basate esclusivamente sulle impressioni personali. Il confronto con le famiglie può inoltre offrire una visione più completa delle caratteristiche dell’alunno, mettendo in relazione ciò che emerge a scuola con le esperienze vissute a casa.
Il passaggio decisivo è trasformare ciò che si osserva in opportunità di apprendimento. I dati raccolti possono contribuire alla definizione di Piani didattici personalizzati e alla costruzione di attività calibrate sulle esigenze dei singoli, attraverso laboratori, percorsi di approfondimento, potenziamento e compattazione del curricolo.
L’obiettivo non è creare corsie preferenziali, ma offrire a ciascuno occasioni per imparare secondo modalità e ritmi adeguati. Anche gli studenti con capacità elevate, infatti, possono incontrare difficoltà emotive e relazionali o sentirsi poco compresi nel gruppo dei pari.
La sessione formativa al “Colasanto” ha puntato proprio a rafforzare le competenze delle referenti scolastiche, affinché possano diffondere nelle rispettive scuole strumenti e metodologie utili. Una preparazione condivisa può favorire un riconoscimento più tempestivo dell’alto potenziale e una progettazione educativa meno affidata all’iniziativa del singolo docente.
Valorizzare la plusdotazione significa, in definitiva, guardare oltre i risultati scolastici e comprendere le caratteristiche di ogni studente. Una sfida didattica che richiede osservazione, formazione e flessibilità, per fare in modo che le potenzialità individuali possano tradursi in occasioni concrete di crescita.


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